Una disputa stucchevole. Forse del tutto inutile. Come, del resto, la gran parte delle nostre conversazioni. Tra uno scrutinio e l'altro, per fronteggiare malinconia e frustrazione, é inevitabile l'utilizzo di manovre di alleggerimento per scoraggiare lo sprofondamento nella cosiddetta depressione professionale. Intelligenza e maturità sono sinonimi? La mia collega di scienze - bravissima tra l'altro, modello per gli insegnanti - sostiene questa tesi. Secondo lei, un ragazzo intelligente non può non essere maturo. In pratica, non può essere intelligente un alunno che ha comportamenti devianti in ambito sociale e scolastico. La mia versione é la seguente: l'intelligenza é combinazione chimica di cellule - ironia della sorte mi trovo a duellare con chi insegna queste teorie - mentre la maturità é frutto di esperienze, trasmissione di cultura e tradizione, consapevolezza dell'importanza centrale delle abilità sociali. Per sostenere l'assioma, faccio spesso ricorso ad alcune terrificanti figure della storia passata e recente, delle quali si può dire ogni cosa fuorché non fossero intelligenti. Dittatori, criminali, speculatori, hanno potuto perseguire i propri nobili fini grazie alle capacità intellettive in possesso: convinzione mia che se queste persone avessero avuto un vissuto diverso il destino del mondo avrebbe preso un altro corso. Prova ne sia che le abilità di questi signori, in molti casi, siano state utilizzate a fini " benefici " - virgolettato perché non sempre i mezzi per perseguire il bene sono chiari e limpidi - non appena si sono aperte le porte del carcere. Maturità significa possedere quelle doti di completezza umana che, inevitabilmente, possiamo ottenere nel corso degli anni grazie alle persone che frequentiamo, le esperienze che facciamo, le elaborazioni che faticosamente immagazziniamo. Semplificando di molto, l'intelligenza ci é data, la maturità ce la dobbiamo pian piano guadagnare. Attenzione, non c'è legame con l'età: ci sono bambini più maturi dei vecchi, a giustificazione del fatto che il cammino verso la saggezza non si ottiene per scatto d'anzianità, ma per scelta volontaria e quotidiana. Se mi è permesso l'aggiunta di una postilla, di intelligenza in giro oggi ne vedo molta, perfino troppa. Quello che preoccupa é l'assenza di maturità: é spaventosa l'idea che l'eccellenza cerebrale venga utilizzata male. Perciò saltano subito in mente due quesiti: é forse compito dell'educazione trasformare l' intelligenza in maturità? E lo sport, in questa impresa, ha un ruolo rilevante o secondario? Avessi risposte, non mi farei domande.
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