"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 25 febbraio 2014

avanti indietro



Lo sfogo di Arrigo Sacchi di questi giorni merita almeno una riflessione. L'uomo in questione non è mai stato il mio tipo: troppo pieno di sé per essere vero. È stato un innovativo ed ha vinto tanto, ma chi porta i capelli bianchi come me sa benissimo che il successo é stato in gran parte dovuto ai super uomini che scendevano in campo ai suoi ordini. Uomini che quel club non ha più conosciuto nemmeno con il binocolo, ma questo é un altro discorso. Il suo merito é stato quello di esplorare mondi nuovi e di contaminare le vecchie e tradizionali idee del calcio con la ricca letteratura presente in alcuni sport di squadra, in primis la pallacanestro. Quello che dice oggi però é buono e giusto e che la critica provenga all'interno del mondo granitico e fondamentalista del calcio é un segnale incoraggiante. Il tatticismo e l'esasperazione della fisicità stanno rovinando il gioco stesso: rischio che corrono tutte le discipline di squadra, pallacanestro compresa. Guardare una partita di soccer oggi é pressoché impossibile: una noia mortale, un vicendevole annullamento agonistico, soprattutto in Italia. Creatività assente, poco utilizzo della tecnica, forza atletica portata all'estremo, utilizzo sfrenato della tattica. Questi difetti diventano addirittura atti criminosi se applicati a livello giovanile. Ha ragione quando dice che bisogna ripartire dai fondamentali e dall'insegnamento dell'abc: l'ossessione per il risultato ha provocato, per ironia della sorte, l'eutanasia del gioco stesso. Per inseguire a tutti costi la vittoria, si finisce per perdere. Mi sono piaciute le parole di Seedorf: i discorsi sui moduli mi annoiano, preferisco che si attacchi in libertà, importante é la fluidità del gioco. Speriamo che seguano i fatti. Essere moderni significa tornare alle origini. Gli allenatori hanno il compito di fornire gli strumenti, non di indirizzare le scelte. Chi conosce la grammatica, sarà sempre in grado di scrivere. Ma chi vuole scrivere senza sapere la grammatica, commetterà sempre un sacco di errori. Come dice il buon Arrigo, un allenatore deve essere giudicato non per i titoli vinti, ma per la bravura e la capacità di insegnamento. Per andare avanti, dobbiamo tornare indietro: sembra un gioco di parole, in realtà é l'unica possibilità di salvezza per lo sport. 

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