"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 22 dicembre 2013

le parole del silenzio


Immagino, quella notte. Buio, freddo, silenzio. Soprattutto silenzio. Forse il soffio del vento, il respiro di uomini e animali, il pianto di un bambino - un bambino qualunque, giovane incompreso , morto tragicamente  -. Nessun suono, nessun rumore, in particolare nessuna parola. Le parole: fatte per amare, per esprimere emozioni, per consolare, per perdonare. Oggi spesso usate per offendere, aggredire, preoccupare, umiliare, maledire. Parole che salvano e tolgono la vita. Abbiamo talmente oltrepassato il limite da non renderci conto di quanto bene o male facciano le parole dette e, talvolta, taciute. Di quale spirale perversa siamo a volte complici nel dar fiato e credito a dicerie, leggende, pettegolezzi. Oggi, il presepio chiede silenzio. Nel silenzio emerge la versione buona e ragionevole dell'umanità. Certo, esiste anche un mal silenzio: quello delle incomprensioni, della incomunicabilità, dell'ipocrisia strisciante. Ci si può far male a parole, ci si può far male tacendo. Però di quel silenzio, di quello vero e buono, ne abbiamo bisogno. Ne ho bisogno. Ricordi, immagini, persone, emozioni: liberare ciò che ci tiene in vita. Il silenzio ci invita a scrivere, più che a parlare: non messaggini standardizzati, ma lettere vere, magari con la penna. La paura ha riempito il silenzio: musica, cuffiette, auricolari, cellulari. In realtà, tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno lo troviamo dentro di noi. Il resto, é solo rumore. Rumore assordante.

Un abbraccio e un augurio a voi, miei fedeli e prodi lettori. Ci vuole coraggio, non solo nello scrivere, ma anche nel leggere!

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