
Si potrebbe titolare così: quando meno te l'aspetti. Oppure: gli azzurri son tornati. Ancora: la vittoria del cuore e del coraggio. Io preferisco questo, forse più banale e scontato, ma di certo più significativo: non sprechiamo questo oro! Mentre il campionato italiano perde pezzi di valore giorno dopo giorno con il conseguente allontanamento graduale e inevitabile dei club piú titolati dai piani alti del vecchio continente, dodici ragazzi salgono sul trono europeo e lanciano un urlo contro la depressione e la lamentatio perpetua ed estenuante. Questo senso di inferiorità che sembrava attanagliarci e relegarci ai margini del basket che conta, d'un tratto svanisce nei sorrisi e nei pianti di una pattuglia che oltre a sfidare il pronostico, é riuscita a zittire un palazzo gremito di tifosi avversari, tra l'altro sportivissimo e competente. È il giusto tributo al lavoro sapiente e silenzioso degli allenatori che hanno plasmato questi giocatori: hanno insegnato tecnica e fondamentali, ma anche altre virtù senza le quali non è possibile arrivare in alto. È il giusto tributo ad un allenatore che, smesso i panni di una stagione durissima e stressante come la serie A italiana, si è calato nell'avventura della nazionale giovanile: Sacripanti é davvero il valore aggiunto di questa squadra. Ed é anche il giusto tributo a quelle società che hanno avuto il coraggio, o la necessità, di mettere alla prova i giovani di belle speranze: se c'è un motivo per cui essere felici della crisi incombente, lo abbiamo trovato in queste scelte, spesso spericolate, ma estremamente produttive. Landi e Imbró hanno avuto minutaggi importanti in A: sebbene il pubblico colto ed esigente di Bologna non fosse molto contento dei risultati della squadra, questi due promettenti giocatori hanno potuto maturare esperienze importanti ad alto livello. Come non ricordare i nostri talenti regionali, Ruzzier e Tonut, pedine fondamentali in lega due a Trieste. La scelta di maturare negli states di Della Valle si é dimostrata quanto mai azzeccata: chi avesse dubbi sull'amor patrio di chi emigra all'estero, é stato servito. Questo trionfo europeo ci insegna che la strada intrapresa é quella giusta: i budget si riducono? Occasione buona per lanciare subito in prima squadra i giovani che meritano di giocare: del resto, non è niente altro che quello che fanno da sempre gli altri Paesi in Europa. Non buttiamo questo oro giù per il water. Sarebbe un crimine imperdonabile. Cogliamo il messaggio che questi ragazzi ci hanno trasmesso in campo e sul podio: siamo vivi, siamo pronti, siamo senza paura, metteteci alla prova, non resterete delusi! E, soprattutto, proprio ora, noi non possiamo dimenticare: Mario Delle Cave, questa medaglia é anche tua!
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