"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

lunedì 15 luglio 2013

in carrozza


Sono preoccupato di non esserlo. In epoche diverse, con entusiasmo e testosterone ai massimi livelli, avrei di sicuro contaminato persone e cose nel raggio di qualche chilometro. Sarà l'avanzamento di età, che qualche amico sgarbato non accenna a nascondere, oppure l'abitudine al peggio, forse la malattia più insidiosa e devastante di questi tempi sbandati. Lo scandalo diventa normalità e la normalità diventa scandalo: ce ne frega qualcosa se Galliani fa il bagno con la pancia verso l'alto? Eppure, é di sicuro più importante di un ragazzo qualunque che si schianta su un platano. Perciò sono stupito di non essere agitato se mi trovo fermo al palo. Non è normale che un allenatore non sia in palestra: come diceva qualcuno, siamo fatti per usare la voce, non la penna. Ho amato davvero questa città e questo lavoro per molti anni tant'è che mi ritrovo con un cuore mangiato ( cit. ) e con una sacca piena di bellissimi e indimenticabili souvenir. Nel bilancio consuntivo, ci sono molte voci in rosso, ma anche grandi e indimenticabili soddisfazioni: chi fa questo mestiere sa che il nostro vero compito non è vincere, ma far vincere. E non esiste vittoria più importante se non quella di aiutare un bambino a diventare un uomo. Da sognatore, pensavo con presunzione di avere il potere di trasformare le cose: in realtà, le cose si trasformano da sole, noi siamo solamente viaggiatori davanti ad un finestrino. Non abbiamo meriti nei successi, nemmeno colpe nei fallimenti. Nell'impotenza c'é delusione, ma anche libertá e consolazione. Le strade si dividono, non è la prima volta, forse nemmeno l'ultima. C'è sempre tempo e modo per tornare. Partire é un pó morire, dice una canzone popolare: speriamo non sia così, cominciano a farmi impressione queste parole. Nel frattempo ho rifatto la valigia: non si sa mai, forse il treno da qualche parte si fermerà. Altrimenti, mi godrò il paesaggio.

Nessun commento:

Posta un commento