
Prescindendo dall'ottima e ormai collaudata organizzazione della Micalich band - impeccabili, come sempre - aggiungo sottovoce alcune riflessioni sul campionato giovanile più importante in Italia. Non tutti i giocatori più interessanti della nazione erano presenti a Udine: ciò non toglie che le sedici squadre che si sono date battaglia siano l'espressione più alta e veritiera della pallacanestro attuale. I punteggi mediamente bassi sono indice di un livellamento generale del talento offensivo ma anche di un accresciuto tono difensivo dovuto essenzialmente alle qualità fisico-atletiche dei giocatori. Non si può praticare questa disciplina se non si è, prima di tutto, buoni atleti. L'arbitraggio, a questo punto, ha una grande responsabilità: può decidere di assecondare questo nuovo corso, riducendo la fiscalità sugli inevitabili contatti, oppure intervenire spezzando il gioco e riportando l'aggressivitá difensiva alla normalità. Non è facile per un esterno entrare in area senza riportare danni: andando di questo passo, l'evoluzione naturale del gioco sarà un allontanamento verso il perimetro con utilizzo abnorme di tiro oltre l'arco. Nel pitturato entreranno solo i cloni di LBJ, ossia macchine da guerra umane capaci di resistere ai feroci tentativi di proteggere il ferro. Le due squadre meritatamente finaliste sono le uniche a possedere giocatori di sicuro avvenire a livello nazionale e oltre. Che il talento sia concentrato nelle mani di pochi club evidenzia due fattori, tra l'altro complementari: sono sempre meno le società che investono sui giovani e sono sempre meno i giovani interessanti in Italia. Non è il caso di fare confronti storici, ma non molto tempo indietro ci sarebbero state almeno altre sei sette squadre come Bologna e Venezia. Quello di quest anno é stato forse il primo campionato in cui si conoscevano le finaliste prima ancora di vedere tutte le squadre all'opera. A Lignano, giusto cinque anni orsono, Gallinari e Aradori, non due qualunque, uscirono ai quarti di finale con Casalpusterlengo. In questo contesto di austerity, non si è vista nemmeno l'ombra di una squadra regionale. Come dire, c'é chi sta ancora peggio. Pordenone ha avuto almeno il merito di provarci: possibile che non si riesca a creare un gruppo, non importa dove, che riesca a rappresentare la scuola friulvenetogiuliana in Italia? Altrimenti ci dobbiamo accontentare di vedere i nostri talenti giocare altrove: Candussi, Turel, Maghet, Alibegovic, Di Prampero, per dirne alcuni. A pensarci bene, non sarebbe un brutto quintetto.
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