"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 23 marzo 2013

pasta e sudore

É giá stato detto e scritto tutto. Non é cosí necessario aggiungere che Pietro Mennea sia stato senza ombra di dubbio l'atleta italiano del secolo. Se non altro per essere stato l'unico normotipo a raggiungere risultati straordinari nelle discipline di velocità nell'era del doping di stato. Carlo Vittori, l'allenatore dei record, nel ricordo del suo allievo, ha usato una frase emblematica: in venti anni di carriera, Pietro è ingrassato di sei etti! Questo é il motivo per il quale non sia mai stato amato dai frequentatori dei palazzi e, viceversa, sia stato adorato dalla base sportiva. Il prototipo del normale che diventa eccezionale. Non certo per volere divino, ma attraverso un'etica del lavoro mai vista in circolazione. In una delle sue ultime interviste, ha confessato che, se tornasse indietro, si allenerebbe ancora di più di quanto ha fatto. Tutti coloro che l'hanno visto lavorare in pista, hanno ammesso di non essere in grado di reggere quei ritmi e quei tempi. Uno dei pochi a chiedere agli allenatori di allenarsi più di quanto stabilito: eppure, non ha mai saltato un evento e non ricordo particolari infortuni. Ha conquistato il cuore di migliaia di giovani girando per le scuole e le società sportive di tutta Italia. Il suo messaggio molto semplice e chiaro: nulla é impossibile o, meglio, tutto é possibile se ci si applica al cento per cento con passione e volontà. Parole credibili se a pronunciarle non è un superuomo, ma un signore che ha fatto la storia dell'atletica cresciuto a pasta e sudore. Deve ancora nascere uno come lui nell'universo.

Nessun commento:

Posta un commento