L'ultima invenzione della scuola italiana: voto orale in educazione fisica. Cerco di immaginare la scena: un gruppo ristretto di colleghi cravattati e distaccati al ministero che crede davvero di aver scoperto l'america. Sul tavolo qualche bottiglia vuota: non si possono partorire certe idee se non sotto l'effetto dell'alcol. Grandi festeggiamenti ed abbracci: la materia è salva, finalmente ha la sua dignità! L'insegnante non distaccato - colui che lavora in trincea e che indossa l'elmetto - ha invece poco da ridere. Chi sta peggio sono gli alunni: le due ore settimanali - di per sè già ridicole al cospetto di altre nazioni - dovranno fare spazio a spiegazioni, interrogazioni, compiti. Coloro che pensano che l' educazione fisica - oggi scienze motorie! - possa acquistare maggior peso da una colonna in più nella pagella, vivono decisamente fuori dal mondo. Chi ha confidenza con le palestre sa perfettamente che i ragazzi di oggi hanno bisogno di qualsiasi cosa fuorchè di teoria. Non hanno bisogno di sapere cos'è la respirazione: hanno bisogno di imparare a respirare bene. Non hanno bisogno di conoscere il rugby. Devono praticarlo. Alle scuole superiori la mortalità sportiva è impressionante: quasi il settanta per cento degli alunni non pratica nessuna attività motoria durante la settimana. Noi cosa facciamo? Riduciamo le ore pratiche per riempire la testa di nozioni inutili. I nostri successori saranno condannati ad avere crani enormi ed arti ridotti ai minimi termini. Nell'era digitale, dove l'unica esperienza motoria si traduce spesso nel movimento rapido e isterico delle falangi, tagliamo ulteriore tempo prezioso alla costruzione dell'io corporeo per regalare informazioni che nella maggioranza dei casi non verranno utilizzate. Diverso discorso se avessero aumentato le ore di insegnamento, ma, è risaputo, per la scuola non ci sono soldi: immaginarsi per gli insegnanti di ginnastica! Ciò che rimane - pur non essendone pienamente sicuro - è la libertà di coscienza. Non starò al gioco al massacro: ai miei alunni ho già detto che li interrogherò durante le esercitazioni. Non c'è tempo da perdere: non ho intenzione di pagare maggiori costi sociali per lo stato di salute della nostra gioventù. Più ignoranti, forse, ma certamente più sani. Non ho dubbi su cosa sia, in questo momento, più importante.
Nessun commento:
Posta un commento