"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 10 novembre 2015

vittoria stupefacente

È finita. L'epoca dello sport come esclusiva scialuppa incorruttibile capace di portare in salvo ciò che rimane di questa fragile umanità. L'illusione di un'isola felice, intaccata, protetta dal male, é svanita, da tempo ormai. L'idea di un mondo a parte, bello in sé ed impermeabile, dove il contemplato corrisponde a realtà, non esiste più. Come in un film di 007: non sappiamo più di chi fidarci. L'eroe che abbiamo applaudito e per cui abbiamo pianto diventa l'orco da cui dobbiamo fuggire. Il muro che sembrava abbattuto da qualche parte resiste. Scandalizzarsi, ormai, diventa insufficiente, se non complice. Chi lavora in questo campo, non può più fare finta di niente: dall'allenatore della nazionale a quello del paesino sperduto di montagna. É necessario fuggire dai luoghi comuni, in fretta: é così da sempre, non cambierà mai, lo sappiamo tutti. Tutti lo sappiamo, ma continuiamo a starne fuori, rassegnati ed impotenti. É giunto il momento, invece, di scendere in campo e dire chiaramente ai nostri utenti - che siano bambini o adulti - che non esistono scorciatoie o trucchetti, che non ci sono cose al di fuori della propria mente cuore e gambe per inseguire la vittoria, che tutto ciò che si é va innanzitutto accettato ed eventualmente modificato attraverso la volontà e l'applicazione quotidiana. La vittoria a tutti i costi, con tutto ciò che ne consegue, andrebbe annoverata nelle tipologie moderne di doping: quando, per vincere - o meglio, per non perdere - una gara insignificante ( ad esempio, il palio dei rioni ), siamo disposti a tutto, anche a sacrificare emozioni e sentimenti di alcuni o a ricorrere a strumenti e metodologie discutibili, non si è molto distanti da chi fa uso di steroidi per salire sul podio alle olimpiadi. Siamo solo su un piano espositivo diverso e probabilmente non ci saranno retaggi con la legge ma solo con la coscienza. Vincere é bello, ma può diventare una dipendenza, come qualsiasi droga comune: può accecare la mente e le scelte conseguenti, indurre a non distinguere fra ciò che andrebbe o non andrebbe fatto, cambiare le nostre abitudini da costruttive a distruttive. In fondo, per quale motivo se non per vincere gli atleti si dopano? La vittoria, che sia ai campionati del mondo o a quelli del quartiere, ha sempre la stessa attrattiva: dipende da noi - formatori sportivi? non trovo migliore etichetta - trovare la ricetta e le dosi giuste. Se saremo troppo ingordi, chi ci segue si abbufferà. Ed una volta tanto dovremo imparare a mandare a quel paese chi ci dirà che saremo valutati per le vittorie. Saremo invece valutati per gli atleti e gli uomini che avremo contribuito a crescere.

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