"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 5 novembre 2015

Ettore eroe invincibile?

Dalla vicenda Petrucci-Pianigiani, pur assistendo da lontano e a differenza di Dan Peterson, non ricavo messaggi confortanti. A noi, gente di palestra abituata a dirsi in faccia le cose, non piace molto il politichese ed il contorsionismo diplomatico: sarebbe stato meglio e più credibile dire pane al pane e vino al vino. Ho sentito spesso in passato il Presidente usare lodi sperticate verso l'allenatore della nazionale ( ormai ex ) definendolo come l'uomo giusto per risollevare le sorti cestistiche della nazione: mi chiedo, é un tiro entrato od uscito a far cambiare repentinamente opinione? O ci sono altri interessi in gioco? O ci si è raccontati frottole per tanti anni? La proverbiale impopolarità mi impone ancora una volta di schierarmi contro la logica: non ho nulla contro Ettore Messina, ci mancherebbe, ma Pianigiani avrebbe dovuto terminare il suo lavoro. Sono stati fatti sforzi impressionanti per avere un allenatore a tempo pieno che si occupasse anche di programmazione giovanile: ora avremo due tecnici super pagati - perché non credo che il buon e bravo Ettore, giustamente, faccia questo solo per amor patrio - ed un preolimpico gravosissimo se organizzato tra le mura amiche e dall'esito fortemente incerto ( é sufficiente un super allenatore per vincere? E se poi dovesse fallire anche Messina, che facciamo, chiamiamo Popovich? ). Aggiungo due amare considerazioni: mettendo in un angolo Pianigiani a proseguire il percorso con le nazionali giovanili, necessariamente ed inevitabilmente ci sarà un ridimensionamento proprio in una fase storica dove l'intervento verso le generazioni future dovrebbe essere primario: onestamente, non riesco a scorgere all'orizzonte ( certo l'età non aiuta la vista ) qualcuno che possa somigliare a Gallinari, il quale ha ricordato a tutti nella malinconica e sincera intervista post Lituania di non essere più quel giovane talento di cui tutti andavamo fieri ormai qualche anno fa. Secondo: non vedo come un allenatore a perdere ( nel senso con il destino segnato ) possa investire tempo, mente, cuore verso qualcosa che sa di dover abbandonare. Credo che la testa di Simone, in questo momento, sia comprensibilmente verso impegni futuri che, a rigor di logica, lo porteranno lontano dalla penisola. Il compromesso non è mai un buon affare: tutti vogliamo vincere, caro Presidente, non solo lei, ma non ad ogni costo. Pensare alla nazionale sganciata dalla base, é come credere che uscirà la spiga senza gettare la semente. I due più forti giocatori italiani sono figli d'arte: non si potrà sempre ricorrere al DNA. Ultima confessione: se fossi stato Ettore Messina avrei declinato: ma io sono io e lui é lui. Qui si che c'è una bella differenza. 

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