"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 22 settembre 2013

una gallina domani


Rimango cocciutamente aggrappato al concetto primordiale: non tutti i mali vengono per nuocere. Certo, tutti quanti avremmo voluto usare le carte buone del mazzo, ma non siamo stati gli unici a lamentare assenze importanti. É cosa buona far tornare alla mente, sviati per alcuni giorni da euforia agonistica, alcuni aspetti forse leggermente accantonati: a parte Belinelli, nessun giocatore ha mai partecipato da azzurro o da protagonista ad una fase finale di qualsivoglia livello internazionale. Per pignoleria, aggiungo che Cusin ha praticamente passato in panca l'intero play off di Cantù - a proposito, per la legge del contrappasso il suo allenatore, che a mio modesto parere aveva il gruppo più completo e solido, ha dovuto guardarsi la fase finale in poltrona - Aradori ha giocato di striscio l'eurolega con Cantù e Siena, il sorprendente Cinciarini non ne parliamo, Gentile e Melli troppo chiusi da un roster di prime donne in una Milano spendacciona e confusa, Datome dominante in Italia, pronto con la valigia in mano ad espatriare saltando a pié pari l'agone europeo ( a proposito, buona fortuna Gigi! É impossibile non volerti bene ). Conosciamo tutti la storia: se ci fossero stati Bargnani, Gallinari Mancinelli e Hackett, forse avremmo raggiunto un risultato migliore - non abbiamo controprove, se non altro con una rotazione maggiore non saremmo arrivati in fondo stremati e depressi - ma alcuni giocatori non sarebbero cresciuti e diventati, in soli venti giorni, degni dell'attenzione mondiale. Pianigiani sapeva che prima o poi si sarebbero accese le spie rosse: é successo al termine del terzo quarto con la Lituania e da quel momento la nazionale ha navigato a motori spenti, finendo inevitabilmente la corsa contro i simpatici ucraini, stregati da un santone del basket come Mike Fratello approdato all'est per dare solidità e tattica ad un gruppo di giganti inesperti ma volenterosi. Chiedere, a questo punto, una wild card per i prossimi mondiali, non é una mossa azzardata, tantomeno impertinente. Questo processo di maturazione deve continuare e, se il destino per una volta non ci sarà avverso, potremo vedere accanto ai nostri giocatori migliori non tanto dei comprimari, ma gente ormai abituata alla lotta e agli scontri dentro-fuori. Se c'é stato un problema per la nostra nazionale nel recente passato é proprio nella forbice tra i big e il resto della truppa: da oggi, grazie a questo europeo, il divario si é notevolmente ridotto. C'è solo da aspettare fiduciosi: la semina di questi giorni avrà un buon raccolto. Non ho mai avuto dubbi sui proverbi: se l'uovo di oggi diventa marcio, meglio una gallina domani.

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