"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 11 maggio 2013

52



Cos'hanno in comune Mozart, Gesù, Van Gogh, Schubert? Non hanno avuto bisogno dei miei 52 anni per lasciare un'impronta incancellabile nella storia dell'umanità. Hanno vissuto poco, ma hanno prodotto ed elargito molto. Come se non fosse necessario così tanto tempo per esprimere la ricchezza nascosta nei luoghi più profondi dell'anima. Non sono così sicuro - anzi, sono sempre più dubbioso - che con l'età si migliori e si diventi più saggi. Se così fosse, i nostri governanti, che giovani non sono, ci avrebbero condotto per acque tranquille evitando che i nostri occhi potessero scandalizzarsi. Gli anni posso renderci ciechi, aridi, opportunisti, cinici. Più che per i capelli, la linea perfetta e l'assenza di rughe, ho altri rimpianti: la vitalità, la fantasia, l'innocenza. Virtù perdenti in contesti di forte e tossica competizione, ma che hanno reso felici e dense le nostre ore spensierate a caccia di ideali e notorietà. Ho fatto molti errori, ma le scelte più importanti non le ho certo fatte di recente: avevo 30 anni ed ero già marito, padre, insegnante e allenatore. Ora é diverso, c'é da dare un senso allo scorrere del tempo. Possiamo scegliere: guardare indietro e cominciare il conto alla rovescia, oppure reinventarci il futuro. Per chi, come me, si trova oltre metà gara, sarebbe assurdo fermarsi. Non ci hanno insegnato a mollare, ci hanno insegnato ad arrivare in fondo: probabilmente c'è ancora qualcosa da fare.

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