"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

martedì 23 aprile 2013

spalle strette

Sul divertimento in palestra ho un'idea tutta mia. Quando leggo o sento " i ragazzi devono divertirsi " mi viene una ripulsione istintiva, quasi epidermica. Cosa significa " devono divertirsi "? Devono ridere, far riposare la mente troppo oppressa, alleggerire le pene quotidiane, o cos'altro? Semplicemente, non si può praticare alcuna attività sportiva se l'attenzione e la consapevolezza sono in modalità assente. Per vari motivi: non si può imparare se non esiste volontà, ci si può far male se si è distratti. L'esigenza di svago può essere soddisfatta in altro modo: cinema, musica, internet. La domanda vera oggi é casomai un'altra: " quando e dove i ragazzi imparano? " oppure " quando mai sono davvero mentalmente presenti "? Sono un uomo di scuola, perció conosco molto bene i tempi di attenzione della nostra gioventù durante le lezioni mattutine. A parte qualche debita ed illustre eccezione, non vedo una grande massa sfasciarsi il cervello sui libri nei lunghi pomeriggi invernali. Fare sport distrattamente significa né più né meno che prolungare la fase vegetativa dei ragazzi con esiti che sono sotto gli occhi di tutti: abbassamento degli standard agonistici e cattiva qualità del gioco. Provo a svelare il mio personale segreto di Pulcinella: divertimento é capire la connessione tra fatica e premio. Non c'è soddisfazione più grande se non nella consapevolezza che ciascuna stilla di sudore non viene sprecata invano. Divertimento é passare da un pallone che non tocca il ferro ad un altro che brucia la retina grazie ad un passo dopo l'altro e ad una continua serie di correzioni. Vincere una partita dopo dieci sconfitte consecutive. Provare a fermare l'avversario più pericoloso. Divertimento é smentire l'allenatore con le sue rigide e retrograde idee - a proposito, quante volte avrei voluto essere smentito! - . Divertimento é ridere dentro: quante volte, sotto il broncio fieramente esibito, mi sento appagato nel vedere giocatori attenti, altruisti, coraggiosi. Smettiamola una volta per tutte di prenderci in giro: lo sport non è fatto per evadere, casomai per irrobustire corpo, mente e anima . Anche - anzi soprattutto - attraverso delusioni e prove. Mi viene una domanda: non è che i ragazzi smettano di fare sport non tanto perché non si divertono, ma in quanto incapaci di resistere alle avversità? Spalle strette, in due parole.

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