"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 7 ottobre 2012

w bologna

Bologna mi piace. La Virtus mi piace. Mezza squadra sotto i vent'anni. Ci vuole coraggio, un bravo allenatore con vocazione formativa e un presidente - stravagante quanto si vuole - che investe sui giovani. Una squadra fatta non solo per partecipare ma per provare a vincere. A dimostrazione che la linea verde può anche dare buoni risultati. Moraschini, Imbrò, Fontecchio, Landi, Vitali: giocatori locali o raccolti in giro, fatti crescere in uno dei vivai migliori d'Italia con allenatori di primissima qualitá, Giordano Consolini in primis. Non sono di fede virtussina, ma questo progetto mi affascina perché va nella direzione giusta. Con la difficoltá di reperire risorse e, di conseguenza, persa la competitivitá in Europa - con unica eccezione Armani che continua a dissanguarsi - l'unica scelta possibile ed intelligente é puntare sui giovani talenti italiani. Negli altri paesi si fa giá da molto tempo, speriamo che la crisi economica - non tutti i mali - spinga molte societá di vertice ad invertire la rotta ed usare in modo sapiente i pochi denari a disposizione. In Turchia e Russia, ad esempio, hanno imposto la presenza in campo di almeno due connazionali: non é forse la scelta migliore, ma almeno é un tentativo di sviluppo del prodotto locale. I nostri giovani sono condannati spesso a scaldare le panchine o abbassarsi di categoria per giocare: l'eccessiva pressione sugli allenatori é la condanna a morte della pallacanestro italiana. Ora che la nazionale ha ripreso quota, occorre diventare egoisti e lungimiranti: ok Marconato,  Bulleri e Basile, colonne indiscusse di ieri, ma se esistono due palanche da buttare non ci dovrebbe essere alcun dubbio.

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