"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 9 febbraio 2012

invasione di campo

Sono d'accordo con Fabio Capello. La scelta del capitano è una cosa seria e deve essere fatta all'interno dello spogliatoio. Giocatori e allenatore sono gli unici ad avere accesso a questa decisione. La politica deve restare fuori: solo chi vive quotidianamente a contatto con la squadra ha il diritto di scegliere la leadership a cui affidarsi. Il capitano non è il più bravo e nemmeno il più vecchio: è colui al quale vengono riconosciute doti come l'affidabilità, il coraggio, la correttezza. Queste cose non si vedono ad occhio nudo: in genere si scoprono sotto la doccia e lontano dai riflettori. Per questo Capello se l'è presa e ha fatto bene ad andarsene: una federazione che invade il campo potrebbe decidere addirittura la formazione da schierare. Certamente gli inglesi ne avevano abbastanza dell'uomo risoluto e incorruttibile venuto dall'Italia: l'hanno messo alla prova e se ne sono liberati. Il principio di autodeterminazione nelle scelte tecnico-tattiche non è comprabile: sebbene il contratto firmato da Capello fosse ragguardevole, ci sono limiti oltre i quali non è possibile patteggiare.  Naturalmente l'isontino non si impoverirà da questo gesto e non andrà in rovina: però, visto da allenatore, mi piace l'idea per cui su certe cose non ci debbano essere spazi di manovrabilità. Esiste un territorio entro il quale nessuno si deve spingere: giustamente ognuno è geloso delle proprie scelte. E' come se io entrassi in una famiglia e dicessi al padre come fare con i figli: giustamente verrei accompagnato alla porta non proprio gentilmente.

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