"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 19 maggio 2016

bandiera a terra

Domenico Fantin. Roberto Bullara. Sandro Brusamarello. Stefania Gaspardo. Marco Cusin. Antonia Peresson. In ordine strettamente cronologico e che hanno indossato la maglia azzurra negli ultimi trent'anni con la nazionale A, di provenienza circondariale, visto che provincia ormai é da considerarsi termine obsoleto. A me piace parlare di terra, di piedi che calpestano gli stessi campi da gioco, di frequentazioni comuni, di un dialetto che non é né friulano né veneto. Una terra che si trova ai margini della pallacanestro che conta ma che non ha mai smesso di essere fertile. Terra di allenatori: alcuni migranti per necessità, altri stanziali, poco profeti in patria, ma generosi ed umili lavoratori di palestra. La bellezza - e nello stesso tempo il mistero - sta nell'impossibilità di predeterminare e programmare il talento: sebbene nella Germania dell'est e in Cina abbiano provato a fabbricarli, la verità é che i campioni nascono e crescono dove vogliono, spesso in situazioni svantaggiose ed anonime. Parimenti, la casualità non può spiegare da sola una produzione così alta in una fetta limitata di territorio: senza società lungimiranti, allenatori saggi e pazienti, compagni di squadra agonisti, genitori discreti, il miracolo non potrebbe compiersi. Malgrado i prodotti della natura si possano trovare ovunque, non sempre la cucina é in grado di sfornare piatti all'altezza. I ragazzi vanno lasciati in pace, al riparo da pressioni e aspettative: se é vero che senza acqua una pianta non può crescere, un'eccessiva innaffiatura la può soffocare. Tornare a lavorare nel silenzio, lontano dai riflettori, permette ai giovani e fragili virgulti di non bruciare le tappe e di arrivare all'appuntamento con la celebrità nei modi e tempi adatti. É indispensabile sfatare un tabù: non è vero che la nostra terra non dà più talenti. Sotto la cenere il fuoco non si è spento. Non facciamoci del male da soli continuando a lamentarci di ciò che non c'è o non esiste più. La nostra piccola e breve storia insegna che ad un periodo di magra ha fatto sempre seguito una rinascita. La bandiera ora è a terra. Ci vuole solo un eroe qualunque che la raccolga e che la porti in alto.

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