"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

giovedì 3 gennaio 2013

a ciascuno il suo

Non me ne voglia Josefa Idem, ma gli atleti - a parte qualche rara eccezione - non riesco a vederceli in politica. Non è necessario candidarsi per cambiare il corso delle cose: il diritto-dovere di parola e di azione spetta a tutti, sportivi compresi. I tentativi precedenti hanno sortito, generalmente, effetti negativi: da un campione ci si aspetta miracoli, che il debito pubblico venga azzerato e che trionfi l'onestà e la purezza. in realtà, l'ambiente politico ha le sue regole che nemmeno un medagliato olimpico può scalfire. I professionisti dell'amministrazione pubblica se ne fanno un baffo di ex canoisti, calciatori o nuotatori. L'aspetto più deteriore ed inquietante della vicenda è che spesso questi grandi personaggi dello sport vengono usati per attirare consensi, non per le idee e i valori di cui sono portatori. Chi non conosce Josefa Idem? Chi non si è emozionato di fronte ai suoi trionfi? Chi non ha letto i suoi articoli lucidi e punzecchianti sui quotidiani sportivi? Apprezzo il suo modo di pensare, ma non ci trovo traccia di destra o di sinistra. In più, c'è troppo poco spazio temporale tra la partecipazione alle olimpiadi e l'impegno politico per non vederci opportunismo. Non voglio dire che a ciascuno spetti il proprio mestiere: dico però che chi si è allenato per anni a vincere sui campi di gara non ha potuto necessariamente prepararsi  in altri ambiti. La teoria della distribuzione dei talenti per me é sempre valida: impossibile possederli tutti. Un bravo tecnico oggi non era un atleta fenomeno ieri. Così vale in politica: non ci vedo Danilo Gallinari come presidente del consiglio, come non vedo Daniele Molmenti sindaco della cittá. Quello che devono dire e fare lo stanno già dimostrando sul campo. Per chi sa vedere oltre, questa é già buona politica.

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