"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

domenica 9 dicembre 2012

panca atomica

Da sempre sono amante del Poz. Non tanto dei suoi tratti istrionici, quanto del suo modo di giocare. Davvero un atleta straordinario, capace di inventare pallacanestro e dare alla squadra un tocco di imprevedibilitá. Sono stato fra quelli che non hanno condiviso la scelta di Tanjevic di lasciarlo fuori dalla nazionale. Al di lá dell' apparente follia che lo ha reso celebre fra gli adolescenti, dovremmo ricordarlo per la bravura e la fantasia. Ciò premesso, non mi è piaciuta molto l'intervista post partita sulla Rai. È chiaro a tutti che non esistono modalità standard nell'interpretare il ruolo dell'allenatore. Per fortuna Messina é diverso da Trinchieri, così Scariolo non può essere accomunato a Pianigiani e così via. Siamo tutti felici di vedere la mosca atomica allenare in modo alternativo e leggiadro. Esistono però delle responsabilità: Poz dovrebbe sapere che i diritti e i doveri differiscono tra giocatori e allenatori. Non si può pensare di allenare facendo finta di non essere allenatori. È come se volessi fare il padre senza assumerne oneri e conseguenze. Così non si può liquidare con leggerezza l'assunzione di sostanze vietate. Se un giocatore sbaglia, non lo si aiuta negando i fatti. Nessuno giudica Young come persona, ma l'errore commesso non può essere sottaciuto. La stessa battuta "mi chiamano coach ma non mi giro" é stucchevole ma fuorviante: anche Poz prima o poi dovrà fare i conti con scelte dolorose, chi far giocare o lasciare in panca, oppure gestire e risolvere l'inevitabile scontentezza che si respira in una squadra. Che piaccia o no, i ruoli non possono essere azzerati. Faccio comunque il tifo per Poz in panchina. Una ventata anticonformista in un ambiente fin troppo formale non può che far bene. Fare l'allenatore, però, comporta spesso un prezzo alto da pagare: quello di non poter piacere a tutti. Spesso anche ai propri giocatori. E Poz, che come giocatore si è trovato piú di una volta in disaccordo con il proprio coach, dovrebbe essere il primo a saperlo. 

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