"Non è il cammino impossibile, ma l'impossibile è cammino"

sabato 13 febbraio 2016

hic et nunc


Siamo crudeli con i vivi e teneri con i morti. Eppure siamo gli stessi, sia da questa che dall'altra parte. Usiamo parole terribili nei bar, sui social, nei tribunali e dolci nei funerali, spesso dal pulpito. Chissà perché, si diventa buoni, bravi e belli solo quando si smette di esistere. Dobbiamo aspettare il passaggio dalla terra al cielo per ricevere la giusta ricompensa. Ma se ci sono dei meriti, perché non riconoscerli adesso? Ora che gli occhi possono brillare, le bocche sorridere e il corpo vibrare. Prima che sia troppo tardi. Quante parole rimaste dentro, quanta dolcezza inespressa che poi marcisce nei sacchi neri del rimorso. Quanti anziani con un carico inestimabile di memoria e vita vissuta arrancano e lottano contro il logorio del tempo: non sembrerebbe, ma sono gli stessi che, in giovane età, hanno lasciato un segno indelebile e tracciato il cammino ai posteri. Il cinismo, la vera malattia moderna, ci ha distanziato dall'uomo: eppure, non c'è bene più prezioso che essere riconosciuti dagli altri. Quante occasioni perse per orgoglio, invidia, amor proprio: abbiamo confuso o invertito i fattori, non siamo uomini quando mostriamo freddezza o superiorità, lo siamo quando riusciamo a tirar fuori il meglio che c'è fuori e oltre a noi. Non ho saputo dire a mio padre e mia madre quello che avrebbero voluto sentire: é un vuoto terribile, del quale non so darmi pace, e che vorrei colmare. Hic et nunc, qui ed ora, imparando dagli errori, prima che sia troppo tardi.

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