Vedere giocatori o allenatori fermi al palo fa tristezza. Il concetto di precariato si è allargato a macchia d'olio anche nel mondo fin qui immacolato dello sport. Sebbene non siano molti coloro che hanno il privilegio di fare del gioco il proprio mestiere, nessuno si sente più garantito e al sicuro da spiacevoli sorprese. La pallacanestro in Italia sta vivendo momenti drammatici: società che spariscono o che rinascono come arabe fenici dalle categorie più basse, giocatori ed allenatori senza stipendi ed altri a spasso in attesa di uscire dall'incubo. Quello che un tempo poteva sembrare l'impiego più ambito e desiderato, oggi non è altro che una scommessa nel buio o una puntata d'azzardo nel gran tavolo delle incertezze. A mali estremi, estremi rimedi: alcuni hanno corso ai ripari decidendo, spesso a malincuore, di rinunciare al professionismo per dedicarsi ad altre attività lavorative. Ecco spiegato, ad esempio, come mai i campionati dilettantistici siano zeppi di ottimi giocatori, scesi di categoria per necessità più che per volontà. Giocatori che hanno un certo numero di anni di gioco alle spalle e che in alcuni casi tengono famiglia non possono certo permettersi di allenarsi mattina e sera senza vedere rimborsi o dovendo aspettare oltre ogni logica.
Fin qui la cronaca nuda e cruda: la cosa più importante da fare é quella di non illudere i giovani con falsi discorsi o scelte scriteriate. Procuratori senza scrupoli stanno in prima fila in questa corsa al massacro, ma anche dirigenti, allenatori e perfino genitori hanno spesso delle responsabilità gravi. Non si tratta di spegnere i sogni sul nascere: in verità, é proprio il desiderio di diventare campioni che spinge migliaia di ragazzi a sudare e sputare sangue sui campi. Ma deve esistere necessariamente e sempre un piano B: giocare per il gusto, che poi é il segreto di chi pratica sport, a qualsiasi livello. Un altro aspetto fondamentale che può fare la differenza in tempo di crisi é la professionalità nello svolgere il proprio compito: tra due atleti di uguali capacità, la scelta ricadrà su chi darà maggiori garanzie di affidabilità. Se un tempo si poteva passar sopra a bizzarrie e atteggiamenti sconvenienti, oggi le doti umane possono davvero diventare il salvagente in tempi di mare in tempesta.
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